Angelo Pelice AMAE acalasico

Angelo Pelice

Nome: Angelo Pecile

Vengo da: Udine

Sono nato nel: 1962  

Sesso: M

Segni distintivi: Acalasico

 

Sono Angelo da Udine, ho 52 anni, e sono acalasico. Ho sempre avuto qualche difficoltà a deglutire cibi pastosi (per esempio brioches) ma mi bastava una boccata di liquido per mandarlo giù. Finché, a settembre 1994, durante il concerto dei Pink Floyd allo stadio di Udine, ebbi un blocco parecchio accentuato e sentii il primo vero dolore. Tirai avanti qualche tempo e a novembre 1994 feci la prima gastroscopia, che non rilevò nulla di particolare. A quel punto il mio medico di base mi indirizzò presso il Prof. Naccarato a Padova, che a gennaio 1995 mi prescrisse medicinali, visita neurologica, esami del sangue e manometria. La manometria di fine gennaio 1995 evidenziò la malattia: “Quadro compatibile con acalasia esofagea in fase iniziale”. Il successivo esofago baritato di metà febbraio 1995 confermò la malattia. Intanto seguivo attentamente la cura a base di medicinali e dieta controllata che mi prescrisse il Prof. Naccarato. Quando ero a casa mangiavo in piedi, e quando ero fuori per lavoro mi portavo dietro il pasto; non potevo certo andare in trattoria con quel disturbo! Qualche volta vomitavo. Un viaggio della “speranza” fu presso un’iridologa che mi prescrisse di non mangiare salame e cioccolato (meglio morire!) e di assumere praticamente erba! Mi sono sottomesso a quella tortura credo per meno di una settimana, poi ho buttato via tutto e sono tornato a nutrirmi alla vecchia maniera. Durante il “percorso” ho perso 10 chili.

A inizio 1996 sono stato dal Prof. Ancona a Padova che mi prescrisse l’operazione. Sono stato operato il 2 maggio 1996 dal Prof. Zaninotto, e in corsia ero seguito dal Dr. Costantini.

Il giorno dopo, quando il Prof. Zaninotto venne in corsia per incitarmi a mangiare, con tanto timore ho mandato giù con facilità il miglior semolino della mia vita; ero guarito! In seguito, siccome avevo ancora un po’ di difficoltà, mi sottoposi a due dilatazioni ma con scarso successo.

Sto abbastanza bene, anche se a periodi sento bruciore e pesantezza continui che mi passano dopo qualche giorno. Ricordo che alla domanda del Prof. Naccarato: “Lei vive solo”? ingenuamente riposi: “No! Vivo con mia mamma, mio fratello, mia cognata, e due nipoti”. Per via di questa domanda mi feci l’idea che l’acalasia fosse una malattia per solitari come ero e come in parte ancora sono. Non ho mai conosciuto di persona un acalasico, e mi fa piacere avervi incontrato.