Erika Testa Acalasica

Erika Testa

Nome: Erika Testa

Vengo da: Roma

Sono nata nel: 1988

Sesso: F

Segni distintivi: Acalasica

 

La mia storia da acalasica comincia con un netto ritardo rispetto alla mia storia anagrafica: ho dovuto infatti attendere diciotto anni per scoprire di essere malata di acalasia esofagea.

Mi chiamo Erika, sono laureata in Fisioterapia e convivo con questa malattia da ormai otto anni.

Non so se sia stato più il dolore provato a ferirmi, o piuttosto l’impetuosità con cui l’acalasia irruppe nella mia quotidianità. Era quel particolare periodo tra Natale e Capodanno (del 2006, per essere precisi), e di certo mentre passeggiavo tra gli scaffali di quel negozio con i miei genitori tutto avrei immaginato meno che mi sarei trovata, da lì a poco, su un lettino del Pronto Soccorso.

Per un mese, dopo essere stata trattata da infartuata, il dolore lancinante al centro del petto che si irradia omnidirezionalmente mi diede pace, e per me fu una parentesi nera che aprii quel giorno in quel negozio e che pensai di aver chiuso in quel Pronto Soccorso… ma non fu così.

Difatti, dopo quel mese di serenità, ne passai diciotto di inferno. I dolori tornavano senza una regolarità logica, a volte più a volte meno forti, saltuarie le mie gite al Pronto Soccorso e non poche le visite specialistiche da “non-altrettanto specialisti” dei settori Gastroenterico, Cardiologico e Neurologico.
Non so se furono più le volte che fui trattata da malata di cuore o quelle in cui fui trattata da pazza. Oltre il danno quindi, la beffa.

Ma non desistetti.

Avevo una vita da portare avanti, nonostante il nuovo oscuro passeggero, e avevo deciso di continuare quello che avevo cominciato: una laurea da prendere, e una impegnativa vita da studentessa fuori sede che volevo a tutti i costi vivere. I miei studi erano complessi e questi dolori di certo non aiutavano, ma durante questo periodo di studio intensivo continuavo a pensare a come mai nessuno trovasse un perché a questo mio problema, ed era nata in me un’ossessione nel cercare la verità che nasceva dal non voler più essere chiamata pazza. E ci riuscii.

Sfogliando il libro di Anatomia mi imbattei in una malattia del tratto digerente chiamata “Acalasia esofagea” e i cui sintomi corrispondevano ai miei. Era sotto la voce “malattia rara”. Questo mi spinse a effettuare una gastroscopia, che si rivelò decisiva per la mia auto-diagnosi, sottoscritta poi da un gastroenterologo. Finalmente (e purtroppo!) sapevo da cosa ero affetta: una rara e incurabile malattia che scaturiva in deficienze non banali e preoccupazioni molto rilevanti, vista la mia